Come l’uso del Do as I Do influenza l’apprendimento, la memoria e la generalizzazione

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I metodi di addestramento del cane tradizionalmente si basano sull’apprendimento individuale (principalmente condizionamento operante). Eppure i cani possono acquisire informazioni socialmente e sono in grado di imitare gli esseri umani. L’abilità dei cani di imparare socialmente è stata recentemente introdotta nell’addestramento grazie al Do as I Do. Con questo metodo i cani prima imparano ad eseguire azioni fatte prima da un dimostratore umano al comando “Do it!”, e sono poi in grado di generalizzare e usarla per imparare nuove azioni.

In uno studio precedente abbiamo valutato l’efficienza del metodo Do as I Do rispetto alla tecnica di clicker (shaping) per insegnare ai cani nuove azioni complesse correlate con l’uso di oggetti. I risultati mostrano che, quando si usa il Do as I Do, gli istruttori ottengono il primo comportamento corretto più rapidamente rispetto a quando si usa il clicker (shaping).

In questo studio, abbiamo comparato l’efficacia della metodologia Do as I Do con la tecnica dello shaping (da alcuni chiamata clicker training), metodo che si basa sull’apprendimento individuale per prove ed errori. L’addestramento con il clicker (shaping) è un metodo molto in voga, in cui i comportamenti spontanei dei cani vengono gradualmente modellati, senza alcun tipo di indicazione o aiuto da parte delle persone, solo utilizzando rinforzi (premi) dati con un tempismo perfetto. In questo modo i cani imparano individualmente, per prove ed errori, quali comportamenti vengono premiati.

Solitamente, istruttori cinofili e proprietari hanno bisogno che i cani elicitino i comportamenti non solo una volta e nel luogo di lavoro ma costantemente e in diversi ambienti, ad esempio: a casa, in strada, al ristorante, etc. In questo nuovo studio abbiamo quindi comparato l’efficacia delle due tecniche  (Do as I Do e Shaping) nell’insegnare ai cani due differenti tipi di azioni: un movimento del corpo e un’azione su un oggetto. Abbiamo quindi studiato l’effetto di questi metodi sulla memoria dei cani nel ricordare i comandi delle azioni insegnate e la loro capacità di ricordare ed eseguire l’azione in ambienti differenti rispetto al luogo dove l’hanno imparata: generalizzazione.

Le azioni che sono state insegnate ai cani erano: aprire una porta scorrevole, per l’azione correlata ad un oggetto e saltare in aria (buum) per il movimento corporeo.

https://www.youtube.com/watch?v=MSUIM0Z0PgA&feature=youtu.be

 

Come parametro di efficacia, abbiamo contato i binomi (cane-istruttore) esperti nei rispettivi metodi, che hanno avuto successo ottenendo cinque comportamenti corretti di fila, e la latenza della quinta azione nell’arco di 30 minuti.

I risultati mostrano chiaramente che il tempo per l’addestramento necessario ad ottenere diverse performance in fila dell’azione insegnata può essere ridotta grazie al metodo del Do as I Do.

This figure shows the mean time needed by the trainers to obtain five performances in a row of the desired action. (DAID = Do as I Do; SHA = shaping / clicker training).

This figure shows the mean time needed by the trainers to obtain five performances in a row of the desired action. (DAID = Do as I Do; SHA = shaping / clicker training).

La figura mostra il tempo medio necessario agli istruttori per ottenere 5 performance di fila dell’azione desiderata (DAID = Do as I Do; SHA = shaping / clicker training).

 

 

 

 

Inoltre i cani ricordano maggiormente le azioni insegnate in contesti differenti quando vengono addestrati con il metodo del Do as I Do, rispetto a quando vengono addestrati con la tecnica del clicker (shaping).

This figure shows the number of dogs that were able to remember and perform the previously trained action on verbal cue after 24 hours.

This figure shows the number of dogs that were able to remember and perform the previously trained action on verbal cue after 24 hours.

La figura mostra il numero di cani che sono stati capaci di ricordare ed eseguire l’azione preventivamente insegnata e richiesta con comando dopo un intervallo di 24 ore nello stesso luogo dove l’avevano appresa il giorno prima e in un altro luogo.

 

 

 

Questi risultati, insieme agli studi riguardanti la memoria dei cani delle azioni dell’uomo, nei quali il metodo Do as I Do è stato applicato, suggeriscono che, quando i cani osservano i loro proprietari mentre compiono un azione, formano una rappresentazione mentale di questa azione, che mantengo anche dopo un certo tempo, il che aiuta a richiamare alla memoria l’azione in un contesto differente, quindi facilita la memoria e la generalizzazione.

Potete scaricare l’intero articolo riguardante lo studio citato qui (fino al 20 novembre 2015 è gratuito)

Fugazza, C., Miklósi, Á., Social learning in dog training: The effectiveness of the Do as I do method compared to shaping/clicker training. Appl. Anim. Behav. Sci. (2015), http://dx.doi.org/10.1016/j.applanim.2015.08.033

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