Imitazione differita: la memoria nel cane

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Secondo alcuni autori, è possibile parlare di imitazione solo se vi è la capacità da parte dell’osservatore di memorizzare l’azione e di recuperarla dalla memoria in un momento successivo.

I casi in cui invece l’azione è emessa contemporaneamente al dimostratore sarebbero, secondo questa classificazione, fenomeni di “facilitazione sociale” o “contagio”, nei quali, il soggetto è semplicemente stimolato ad emettere un’azione parte del suo repertorio comportamentale. L’azione del dimostratore costituirebbe quindi un mero stimolo all’emissione di un comportamento simile da parte dell’osservatore.

Lo scopo di questo studio è capire se i cani hanno la capacità di MEMORIZZARE l’azione dimostrata dal proprietario e recuperarla poi dalla memoria in un momento successivo: “IMITAZIONE DIFFERITA“.

Il training preliminare necessario è basato su alcune modifiche del protocollo del Do as I do, grazie alle quali il cane impara ad attendere un breve intervallo di tempo prima di poter imitare l’azione dimostrata dal proprietario. In questo modo i cani imparano che il ‘Do it!’ si riferisce all’azione dimostrata prima dell’intervallo.

Inizialmente abbiamo insegnato ai cani ad attendere 5 secondi prima del segnale “do it!”, in seguito abbiamo gradualmente aumentato questo intervallo temporale fino a 10 secondi. …che tensione emotiva vedere i cani che attendono il segnale del loro conduttore!

[youtube]Z4irIPYmJuo[/youtube]

Tuttavia, analizzando i video abbiamo notato che i cani, durante l’intervallo tra la dimostrazione ed il segnale “do it!”, mantengono lo sguardo quasi costantemente rivolto verso l’oggetto con cui ha interagito il dimostratore. Questo fa si che il ricordo dell’azione dimostrata sia costantemente mantenuto attivo nella mente del cane (memoria di lavoro) che quindi non ha necessità di recuperarlo dalla memoria.

Volendo comprendere meglio le capacità di memorizzazione dei cani abbiamo quindi modificato leggermente questa procedura, chiedendo ai cani di seguire i proprietari dietro una tenda che impedisce la vista degli oggetti, durante l’intervallo.

[youtube]n6XLZfVLXWY[/youtube]

[youtube]OxudmlxTots[/youtube]

Abbiamo quindi coinvolto 8 cani in una serie di test in varie condizioni, con intervalli di ritenzione da 0.40 a 10 minuti e con azioni nuove e conosciute.

In questo video Phoebe partecipa ad un test sull’imitazione differita e dimostra di essere in grado di riprodurre l’azione della sua proprietaria anche dopo 45 secondi dalla dimostrazione.

RISULTATI:

I cani hanno generalmente correttamente ricordato e riprodotto azioni conosciute dopo intervalli da 0.40 a 10 minuti

familiarInoltre i cani hanno correttamente imitato anche se, durante l’intervallo di tempo che intercorre tra la dimostrazione e il “do it” sono stati distratti dal proprietario con due diversi tipi di distrazione: il proprietario chiede al cane di eseguire un diverso esercizio (mettersi a terra) e il proprietario lancia una pallina e se la fa riportare.

[youtube]ey_wH6DAU7k[/youtube]

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I cani sono inoltre stati coinvolti in test sull’imitazione differita di azioni nuove, diverse azioni nuove sullo stesso oggetto, test in cui abbiamo cambiato contesto dalla dimostrazione al ‘Do it!’ e test di controllo per l’effetto ‘clever Hans’, durante il quale una persona che non sapeva quale azione era stata precedentemente dimostrata dal proprietario dava il ‘Do it!’

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I risultati di questo studio dimostratno che le capacità imitative del cane non sono solo frutto di processi di facilitazione sociale, ma sono frutto della memorizzazione dell’azione dimostrata ed emissione del comportamento in un secondo tempo: IMITAZIONE DIFFERITA. La capacità di ricordare e recuperare dalla memoria un’azione nuova, senza averla mai esercitata o praticata prima, è inoltre compatibile con il concetto di MEMORIA DICHIARATIVA che è quella memoria che si usa per richiamare le informazioni consciamente (distinta dalla memoria procedurale che riguarda invece soprattutto le abilità motorie che vengono apprese con il semplice esercizio e utilizzate senza controllo attentivo volontario).

Questo studio è pubblicato su Animal Cognition: Fugazza C. and Miklósi Á. 2013 Deferred imitation and declarative memory in dogs. Anim Cogn DOI 10.1007/s10071-013-0656-5

La pubblicazione scientifica è scaricabile dal sito del Family Dog Project!

Ringraziamenti: Il raggiungimento di questi risultati è stato possibile grazie all’impegno e alla passione dei binomi  che si impegnano con me per questo progetto di ricerca. Un sentito GRAZIE quindi a Laura con Emma, Angela con Phoebe, Diana con Lilly, Gaetano con Minnie, Valentina con Adila, Anna con Bambù e Soley, India e a tutti coloro che hanno aiutato durante i test!

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